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Opel Astra, BRILLA LA STELLA TEDESCA
La Opel rinnova uno dei suoi più grandi successi degli ultimi anni: la Opel Astra. La Berlina tedesca, a cui seguirà per la fine del 2010 la versione Station Wagon, è equipaggiata al lancio con 2 motori benzina (1400 da 100 e 140 cv, 1600 da 115 e 180 cv) e con 3 motori diesel CDTI common rail (1300 da 95 cv, 1700 da 110 e 125 cv, 2000 da 160 cv), negli allestimenti Elective, Cosmo, Cosmo S. Esternamente la nuova Astra riprende alcuni spunti dalla precedente serie come la linea tondeggiante ma li rende più grintosi e aggressivi di prima. Infatti le line tonde e morbide prendono slancio e creano una dinamicità sportiva che genera grinta e carattere sportivo nel corpo vettura della media tedesca. Molto personale il frontale caratterizzato dal cofano spiovente, dai nuovi gruppi ottici dal disegno sinuoso e dalla ampia mascherina scudata. Quasi da coupè è la coda posteriore per le forme arcuate che degradano verso il finale dell’Astra. Sportività che ritroviamo anche nella leggera schiacciatura del portellone, nelle linee dinamiche dei gruppi ottici, nel piccolo lunotto posteriore. Accomodandosi dentro l’abitacolo dell’Astra, si torna a respirare aria di auto per famiglia, grazie a un interno ampio e curato, con tanto spazio a dispozione sia nell’abitacolo che nel bagagliaio. I materiali con cui l’Astra è costruita nel suo interno sono di pregio e qualità elevata, cosiccome sono ottimi gli assemblaggi e gli accostamenti cromatici interni.Accattivante è la consolle centrale riprogettata rispetto al precedente modello e avvolta in una elegante cornice cromata che accoglie anche l’alloggiamento del cambio. Sportivo e molto grintoso è il quadro strumenti, con i quadranti bordanti di cromature e retroilluminati rosso fuoco. Ed ora il consueto momento del test drive. La Opel Astra provata è stata la 1700 CDTI 110 cv Elective da 21046 €. La Opel ha voluto declinare la nuova versione della Astra verso note più sportiveggianti e graffianti rispetto al passato recente. E ci è riuscita in pieno creando un prodotto grintoso ed elegante, al contempo auto da famiglia e sportiveggiante coupè. Su strada la media tedesca rende a pieno le proprie doti. Infatti ha un comportamento stradale da tranquilla auto da passeggio e per famiglia, grazie al suo confort sopraffino, all’ottima in sonorizzazione, alla praticità di guida e all’ottima maneggevolezza (si parcheggia in poco spazio). Ma se si spinge sul pedale dell’acceleratore il motore 1700 common rail da 110 cv esprime tutta la sua brillantezza e potenza, trasformando l’Astra in una sportiva con prestazioni di tutto rispetto. Infine il listino prezzi: si va da 16750 € della 1400 100 cv Elective ai 22000 € della 1600 180 cv Turbo Cosmo S (Benzina), si va da 18750 € della 1300 CDTI Elective ai 24000 € della 2000 CDTI Cosmo S (Diesel).
Bruno Allevi
il SUV compatto Skoda Yeti, DALLA REPUBBLICA CECA ALL’HIMALAYA
GIULIANOVA LIDO – La Skoda amplia la sua già ricca gamma con una vettura destinata a lasciare il segno: il SUV compatto Yeti. Il primo Sport Activity Vehicle della casa ceca è equipaggiato con 2 motori a benzina (1200 TSI da 105 cv e 1800 TSI da 160 cv) e un motore diesel 2000 TDI da 140 cv, negli allestimenti Active, Adventure, Experience. Il primo SUV Skoda presenta una linea molto particolare, un corpo vettura compatto e robusto, che rende bene l’idea di auto solida e ben sfruttabile che è la Yeti. Particolarissimo il frontale dove troviamo, oltre ai gruppi ottici simili a quelli della utilitaria Fabia, due grossi fari tondi, appena sotto i fari principali, che fungono da cornice alla grande mascherina centrale. Presente anche in fondo al paraurti l’utile protezione sottoscocca per evitare che sassi o detriti possano far danni alla zona del motore. Spostandoci lateralmente notiamo un ampia vetratura che rende l’abitacolo luminoso e ampio. Posteriormente la Yeti presenta una coda dritta, verticale, dove al lunotto rettangolare si aggiungono i gruppi ottici verticali anch’essi rettangolari e le consuetudinarie protezioni sottoscocca in fondo di paraurti. Salendo a bordo di Yeti troviamo un abitacolo molto luminoso grazie all’ampia superficie vetrata. Inolte come in ogni auto Skoda abbiamo materiali di qualità e buon assemblaggio, figli dell’appartenenza di Skoda al gruppo Volkswagen. Abbondante è anche lo spazio a bordo, molto ben modulabile e sfruttabile, sia grazie al sistema Varioflex (permette l’abbattimento separato e indipendente dei sedili posteriori), sia grazie ai molti portaoggetti di cui la Yeti dispone. Come in ogni Skoda la plancia è lineare ed elegante, come è completa di tutto la consolle centrale con i comandi ergonomici e facili da usare. Di immediata comprensione e facile lettura è il quadro strumenti. Ed ora il momento test drive. La Skoda Yeti provata è stata la 2000 TDI 140 cv 4×4 Adventure da 28445 €. Anche Skoda si lancia nel mondo dei SUV presentando Yeti. Il SUV compatto della casa ceca è un veicolo che presenta una linea molto particolare ed originale che lo fa distinguere da tutti i SUV che popolano le nostre strade. L’abitacolo è costruito con qualità e con linearità tedesca vista l’appartenenza del marchio dell’est al gruppo Volkswagen. Su strada Yeti è un veicolo molto maneggevole, che si fa guidare con facilità e grazie alle sue dimensioni compatte si parcheggia in un fazzoletto. In fuoristrada il comportamento è altrettanto ottimo grazie alla trazione integrale permanente che permette di usare il SUV Skoda in qualunque condizione atmosferica e su qualunque terreno accidentato. La versione provata, il 2000 TDI da 140 cv, è molto brillante, scattante e potente grazie alle prestazioni espresse propulsore diesel che equipaggia molte delle vetture del gruppo tedesco, non dimenticando i bassi consumi (16,4 km/l). Infine i prezzi: per i benzina si parte da 18830 € della 1200 TSI 4×2 Active fino ad arrivare a 27330 € della 1800 TSI 4×4 Experience, per i diesel si parte da 27730 € della 2000 TDI 4×4 Adventure fino ad arrivare ai 29930 € della 2000 TDI 4×4 Experience.
SEMPRE PIU’ IN ALTO la Suzuki
La Suzuki ripropone, dopo qualche anno d’assenza dal mercato italiano, la sua piccolina: la Alto. L’utilitaria giapponese è proposta con un solo motore 1000 a benzina da 68 cv, negli allestimenti GL e GLX. Esteticamente la Alto è una vettura molto compatta, ideale per essere usata nel traffico cittadino, dalla linea europea e dal design frizzante che strizza l’occhio soprattutto ai giovani e al pubblico femminile. Il frontale è molto accattivante e simpatico (belli i fari a goccia che danno un tono sbarazzino alla vettura), mentre la coda, quasi dritta, è anch’essa moderna (ampio il lunotto e i fari). Particolarità da sottolineare è la presenza, come sul trittico Aygo-C1-107, dei fari posteriori a compasso sulla 5 porte, invece che i più consueti vetri elettrici o a manovella. Salendo a bordo della Alto, si nota un ottima gestione dello spazio a bordo, che, nonostante la compattezza delle forme, risulta essere abbondante. Fondamentale è la presenza di numerosi portaoggetti, che rendono l’abitacolo molto ben sfruttabile. Analizzando la qualità costruttiva, i materiali impiegati sono di buona qualità e rendono la Alto una citycar di pregio. Immediata e facile nell’uso è la consolle centrale dove, oltre ai comandi radio in posizione rialzata, troviamo un utile portaoggetti al centro della consolle, appena sopra i comandi del clima manuale. Sportivo è il quadro strumenti che vede la presenza del tachigrafo e del computer di bordo dietro al volante, mentre il contagiri si trova in posizione separata, leggermente arretrato, in un piccolo spazio a lui dedicato (per intenderci, come sulla Smart). Ed ora il momento test drive. La Alto provata è stata la 1000 GLX da 11440 €. Dopo qualche anno di assenza, torna a fare la sua comparsa in Italia la Suzuki Alto, piccola ma spaziosa utilitaria della casa giapponese. La nuova generazione, costruita in collaborazione con la Nissan (fra poco più di un mese arriva la sua gemella Pixo), in presentazione in questi giorni presso la rete Suzuki, è una vettura moderna e frizzante, dallo spirito giovane ed economo. Infatti l’auto, fatta apposta per essere una perfetta cittadina, è molto economa nei costi di gestione grazie soprattutto al cuore pulsante della Alto, il 1000 3 cilindri da 68 cv, che le fa percorrere quasi 25 km con un litro di verde. Infine i 2 prezzi: la 1000 GL si porta via con 9490 €, mentre per la 1000 GLX ci vogliono 10890 € (Benzina).
IN HOC “INSIGNIA” OPEL VINCIT
GIULIANOVA LIDO – Sostituire 2 auto con un una sola: ecco la sfida che gli ingegneri Opel hanno vinto con la nuova ammiraglia della casa tedesca. Hanno infatti sostituito in un sol colpo la Vectra e la Signum con la Insignia. La vettura tedesca è proposta in 2 varianti di carrozzeria (berlina e Sports Tourer “SW”), nelle 2 motorizzazioni benzina (1600 Turbo da 180 cv e 2000 Turbo da 220 cv), nella motorizzazione a gasolio 2000 CDTI da 131 o 160 cv, negli allestimenti Base e Cosmo. Esteticamente la nuova ammiraglia Opel ha fatto, da un punto di vista del design, un bel balzo in avanti, lasciandosi dietro le linee spigolose della Vectra precedente serie. Infatti la Insignia presenta una linea a metà fra una berlina e una sportiva e filante coupè (sembra più una coupè 4 porte stile Mercedes CLS che una berlina stile Audi A4 o Bmw Serie 3). Anteriormente la nuova auto made in Opel, presenta un frontale elegante e accattivante, che ben delinea il doppio carattere da auto sportiva e di rappresentanza della Insignia, mentre il posteriore è fluente e dinamico come quello di una coupè pura, sportività accentuata dalla coda slanciata e dai fari anch’essi dal disegno sinuoso. Salendo all’interno dell’abitacolo, la Insignia esprime tutte le sue doti di eleganza e di raffinatezza, che le hanno fatto vincere il titolo di Auto dell’Anno 2009. La qualità costruttiva è decisamente eccelsa, cosiccome sono eccelsi i materiali usati (cromi, pelli, plastiche etc), che rendono l’interno un salotto dove fare lunghi viaggi coccolati come fra 2 guanciali. Analizzando nel dettaglio la plancia, possiamo notare come sia la più tecnologica finora concepita dalla casa tedesca (schermo del navigatore in posizione rialzata, comandi clima e radio in posizione centrale e dietro al cambio la manopola di gestione del sistema di intrattenimento e il pulsante del freno a mano elettrico), mentre il quadro strumenti coniuga alla perfezione il mix fra eleganza e sportività, insito nel DNA della Insignia. Ed ora il consuento angolo del test drive: la Insignia provata è stata la 2000 CDTI 160 cv Berlina Cosmo Cambio Automatico da 34258 €. La Opel ha deciso di mandare in pensione un duetto di vetture che sono state sinonimo (soprattutto la Vectra) di berline made in Opel: la Vectra appunto e la Signum, e ha deciso di sostituirle con una sola auto, la Insignia, che gioco di parole a parte, è stata insignita del premio Auto Dell’Anno 2009. La nuova ammiraglia tedesca, che ricordo è disponibile anche nella versione Station Wagon, denominata Sports Tourer, ha una linea che ricorda molto un coupè 4 porte 4 posti, e unisce, a una forma accattivante e sportiva, un interno lussuoso e completo. Su strada la vettura si comporta in maniera assai egregia, è ottimamente insonorizzata, il cambio automatico è preciso e facile da usare, ma soprattutto, il motore che equipaggia la vettura provata (il 2000 CDTI da 160 cv), è semplicemente superbo, per quanto riguarda brillantezza, prestazioni e assenza di rumore o di vibrazioni. Infine il listino con i distinguo fra la berlina e la Sports Tourer. Per la Berlina i prezzi partono da 25000 € della 1800 Turbo Base a 30000 € della 2000 Turbo Cosmo 4×4 (Benzina); si va invece da 26000 € della 2000 CDTI 130 cv Base a 26500 della 2000 CDTI 160 cv Cosmo (Diesel). Per la Sports Tourer si va invece da 26000 € della 1600 Turbo Base a 31000 € della 2000 Turbo Cosmo 4×4 (Benzina); si parte da 27000 € della 2000 CDTI 130 cv Base ai 29500 € della 2000 CDTI 160 cv Cosmo (Diesel).
Volkswagen Scirocco, vento caldo dalla Germania
TORTORETO LIDO – La Volkswagen torna a rispolverare gloriosi nomi del passato per le sue auto. Infatti dopo aver rispolverato Jetta, che identifica la berlina su base Golf, a essere rispolverato è un nome da sempre sinonimo di sportività: Scirocco. La nuova coupè della casa tedesca è equipaggiata con 2 motori a benzina (1400 TSI da 122 e 160 cv e 2000 TFSI da 200 cv), e un motore diesel TDI 2000 da 140 cv. Il corpo vettura esterno della Scirocco è veramente molto particolare: ci troviamo davanti a una vettura bassa, larga, muscolosa con un anteriore spiovente che si allarga nel posteriore dove c’è una coda slanciata e tondeggiante. Come detto sportivo l’anteriore, e a denotare ancor di più questa caratteristica della Scirocco ci pensano i gruppi ottici ovoidali e la fascia della mascherina stretta e lunga. Mentre nel posteriore a sottolineare ancor di più la grinzosità della vettura ci pensano il grande paraurti bombato e il doppio terminale di scarico cromato. Internamente la vettura è in linea con lo stile Volkswagen per gli interni: linearità e raffinatezza teutonica, scelta dei materiali e degli assemblaggi di alto livello. Lo spazio interno è quello di una coupè classica: abbondante per i passeggeri anteriori, appena sufficiente per quelli posteriori, a causa delle linee curve del corpo vettura degradante verso la coda. La plancia invece è al contempo sportiva ma anche molto raffinata, mantenendo inalterata la sobrietà tipica degli interni Volkswagen (consolle centrale completa e di un raffinato color alluminio satinato, volante sportivo a tre razze, quadro strumenti ben retrolluminato e completo di ogni indicatore e spia). E ora il momento del test drive. La Scirocco guidata è stata la 2000 TFSI 200 cv DSG da 30159 €. Quest’auto segna il ritorno della casa di Wolfsburg nel segmento delle coupè supersportive, segmento in cui la Volkswagen mancava dall’inizio degli anni ’90 quando la seconda serie della Scirocco cessò di esistere. La terza serie, che a distanza di quasi 20 anni raccoglie il testimone dalla sua progenitrice, è una vettura sportivissima, una coupè pura, molto prestazionale e grintosa. Su strada la vettura ha un comportamento eccelso grazie a un accoppiata fenomenale. Sto parlando del 2000 Turbo da 200 cv che unito al cambio DSG Automatico (definito il miglior cambio al mondo) dotano la Scirocco di prestazioni da supercar cattiva. Nonostante il motore sia potente e fa sentire la sua grinta se si pigia l’acceleratore, la Scirocco non è difficile da guidare; tutt’altro. E’infatti molto maneggevole, ha uno sterzo pronto a ogni sollecitazione, ed è facilmente manovrabile anche in parcheggio, nonostante il lunotto posteriore sia piccolo. Infine i prezzi: per i benzina si va da 22700 € della 1400 TSI ai 28350 € della 2000 TFSI DSG; per i diesel si va da 26700 € della 2000 TDI ai 28375 € della 2000 TDI DSG.









